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Un nuovo decalogo anti-truffe diffuso dai Carabinieri

PISA. Il copione è sempre lo stesso. I truffatori che compiono furti in casa ai danni degli anziani lo usano in tutta Italia, ormai da diverso tempo, e riescono quasi sempre nel loro intento che poi è quello di entrare nelle case dei pensionati con una scusa per poi derubarli di soldi e oggetti d'oro. Ci sono stati furti di questo genere recentemente a Pisa e a Volterra e altri tentativi non andati a buon fine in Valdera.

La scorsa estate la storia dell'incidente con la variante del finto avvocato al posto dell’avvocato era stata usata anche a San Giuliano Terme e in altre zone della provincia di Pisa. Nel caso di San Giuliano, lo scorso giugno, era finito in manette un pendolare delle truffe: Marco Salvatore, 33 anni, di Cerbola, in provincia di Napoli, poi arrestato dai carabinieri per tentata truffa aggravata. Aveva cercato di derubare un pensionato, vedovo e invalido, Dino Badalassi, classe 1925, originario di Collesalvetti e residente a San Giuliano, in una strada abbastanza centrale della cittadina termale. La truffa era stata sventata grazie al senso civico di una vicina che aveva visto lo sconosciuto e fiutato la “trappola” tesa al pensionato.

Ora l'Arma, dopo che ci sono state altre truffe in giro per l’Italia, ha diffuso di nuovo un ulteriore decalogo per difendersi da questo tipo di truffe. Nei giorni scorsi uno di questi truffatori è stato arrestato a Civitavecchia ma ha usato lo stesso “schema” che ha fatto vittime in provincia di Pisa. Tanto che a Volterra, dove questo genere di truffatori ha colpito per tre volte tra dicembre e gennaio, i carabinieri hanno promosso alcuni incontri nei paesi della zona proprio per aiutare i cittadini a difendersi. Perché, è bene saperlo, i casi sono in aumento. In sostanza, un uomo telefona alle vittime dicendo che un loro familiare ha provocato un incidente grave.

Il passaggio successivo prevede l’offerta di una soluzione. "Se mi date mille euro (ma le somme chieste possono variare) non arresteranno vostro figlio". Le vittime si spaventano e si mettono alla ricerca dei soldi. Quando non li hanno in casa si giustificano con il ladro che passa a chiedere anche oggetti d’oro. Una volta che lo sconosciuto, può essere un sedicente avvocato ma anche un altrettanto sedicente rappresentante delle forze di polizia, ha preso tutti i risparmi dei vecchietti presi di mira li saluta lasciandoli nella disperazione. In Valdera ci sono state cinque tentate truffe prima di Natale e una all’inizio dell’anno. In questi casi gli anziani, che probabilmente erano stati informati dai loro familiari del rischio di trovarsi sconosciuti alla porta di casa, non hanno "abboccato" e hanno chiamato le forze dell’ordine.

La prima regola da seguire è quella di non aprire agli sconosciuti. Altri consigli: non fateli entrare in casa specialmente se siete soli. Controllate sempre dallo spioncino. Se la persona si presenta come funzionario osservate il tesserino, non chiamate il numero di telefono fornito dallo sconosciuto, potrebbe rispondere un complice. Se siete a disagio chiamate subito le forze di polizia. «Nell'ultima settimana di novembre in Valdera, tra Pontedera, Ponsacco e Lari, ci sono stati sei tentativi di truffa che non sono andati a buon fine. Sono stati sventati grazie alla prontezza dei nonnini e delle nonne che hanno chiamato il 112 e così hanno messo in fuga i truffatori: dai falsi avvocati ai finti appartenenti alle forze dell’ordine». Così il comandante della compagnia dei carabinieri di Pontedera, il capitano Michele Cataneo, nel commentare i fatti li aveva ritenuti una buona notizia dopo che, durante l’estate, c’erano stati in tutta la provincia numerosi episodi di truffatori che con varie scuse si erano approfittati di anziani e persone che vivono da sole. Un tentativo è “saltato” pochi giorni fa a Buti mentre gli stessi truffatori sono andati a segno, nello stesso giorno a Collesalvetti.

(s.c)