Capitano in cattedra tra gli anziani vittime delle truffe

PISA. "Pronto signora? Suo figlio ha avuto un incidente, servono mille euro per pagare l’avvocato, veniamo a prenderli subito!". Chiunque si insospettirebbe di fronte ad una telefonata del genere, eppure questa subdola messa in scena viene ripetuta spesso, ultimamente, ai danni di poveri anziani, anche in provincia di Pisa. Parola di Cristina Spina, il capitano dei carabinieri che venerdì pomeriggio ha istruito gli ospiti over sessanta del Centro polivalente San Zeno sulle vecchie e nuove tattiche messe in atto dai truffatori per estorcere denaro alle proprie vittime. "Chiamo prima i carabinieri per verificare che sia tutto vero". "Certo signora, faccia pure". E così la povera malcapitata, donna o uomo che sia, riattacca per chiamare il 112, non accorgendosi, tuttavia, che il suo interlocutore non ha messo giù il telefono e che un suo complice è lì pronto a rassicurarla sulla genuinità della situazione. Cosa fare in questi casi per non venire raggirati? "Usate sempre un altro apparecchio telefonico per contattarci – ha suggerito il capitano Spina ai tanti anziani che frequentano ogni pomeriggio il centro di San Zeno – e, più in generale, persistete nella diffidenza". 

Sì, perché la scenetta telefonica tra il truffatore e l’anziana signora è solo uno degli innumerevoli tentativi di truffa in cui si imbattono ogni giorno i carabinieri del comando di Pisa, che per mettere in guardia il loro pubblico di anziani hanno elencato, venerdì, un decalogo di consigli a cui attenersi per non cadere nelle trappole dei malfattori. Che si stia in casa o ci si rechi alla posta per ritirare la pensione, il sospetto verso gli sconosciuti non è mai troppo. Questo il mantra da fare proprio in ogni situazione, soprattutto per chi ha una certa età ed è facile preda di raggiri. "Quando andate in banca o all’ufficio postale, cercate di non essere ripetitivi nelle vostre abitudini – ha raccomandato Cristina Spina agli ascoltatori partecipi – qualcuno potrebbe prendere nota del percorso che fate, soprattutto se vi recate agli sportelli sempre al medesimo giorno e orario".

Altri consigli ricevuti con favore dagli arzilli ospiti di San Zeno sono stati poi quello di non aprire la porta di casa a persone che si proclamano dipendenti di enti vari, di non dare mai seguito a richieste di mostrare soldi o documenti della banca (a meno che non ci si trovi in una filiale) e di non rispondere ad email in cui viene chiesto di digitare i codici personali necessari per accedere ai servizi di e-banking. 

La lezione anti-truffa, una delle tante iniziative organizzate dalla Uisp al centro polivalente che ha in gestione, ha riscosso un notevole successo tra gli anziani, che si sono a loro volta confrontati su esperienze personali di raggiro. A colpire un po’ tutti è stata la vicenda raccontata dalla signora L., vittima della cosiddetta "truffa dello specchietto". "Due anni fa, dopo un sorpasso nella zona di Ospedaletto, l’uomo che guidava l’auto sorpassata mi ha accusata di avergli rotto lo specchietto, chiedendomi 100 euro per ripararlo". Soldi che, essendo sola e spaventata, la signora ha consegnato al suo truffatore, pur essendo convinta che lo specchietto sinistro di questi fosse già rotto da tempo. "Adesso, anche grazie a questa iniziativa, sono un po’ più consapevole e se dovesse ricapitarmi non scenderei dalla macchina".