Corpi Civili di Pace: la Pace si fa così

Da Roma l’appello per stabilizzare i Corpi Civili di Pace e istituire il Dipartimento per la Difesa Civile Nonviolenta.

Si è tenuto lunedì 23 marzo l’evento “Corpi Civili di Pace: La pace si fa così. Azioni concrete di costruzione della pace nel mondo”, promosso dagli enti CNESC impegnati nella sperimentazione dei Corpi Civili di Pace (CCP) (Caritas Italiana, Cipsi, FOCSIV, CESC Project e Comunità Papa Giovanni XXIII) che ha coinvolto oltre 100 giovani, di cui 82 in progetti degli enti CNESC.

In un’epoca caratterizzata da conflitti armati e dalla normalizzazione della guerra, l’esperienza dei CCP rappresenta una necessità storica impellente e un’alternativa nonviolenta concreta, come si evince dalle testimonianze degli operatori CCP che individuano nella prossimità e nell’immersione in contesti complessi e conflittuali la chiave di un’esperienza che rappresenta un antidoto a tutte le forme di violenza.

Dare continuità ai Corpi Civili di Pace diventa, quindi, una priorità da perseguire, valorizzando così il ruolo dei giovani e delle giovani nella trasformazione nonviolenta dei conflitti e nella costruzione della Pace.

Tra i contributi, il videomessaggio del Ministro Andrea Abodi che ha ribadito l’importanza della continuità, condividendo l’impegno del Dipartimento a consolidare gli obiettivi stessi della sperimentazione.

firma petizione altra difesa

L’evento è stato realizzato pochi giorni dopo il lancio della nuova fase della Campagna “Un’altra difesa è possibile, promossa da rete Pace e Disarmo, Sbilanciamoci e CNESC, che propone una legge di iniziativa popolare per istituire un Dipartimento per la Difesa Civile Non Armata e Nonviolenta (DCNAN), con il compito strategico di coordinare anche i CCP e di raccordarsi con il Servizio Civile Universale.

Serve una chiara volontà politica per far sì che la sperimentazione appena conclusa diventi una tappa significativa verso l’istituzionalizzazione dei CCP, all’interno di un Dipartimento che possa riconoscerne e valorizzarne le specificità, come previsto dalla Campagna.” dichiara Laura Milani, presidente CNESC.

E’ necessario che anche le Istituzioni riconoscano finalmente il ruolo centrale dei civili nella gestione nonviolenta dei conflitti e delle crisi, investendo in un nuovo paradigma di sicurezza e superando i limiti sperimentati in questo primo ciclo, nell’ottica di favorire interventi proprio nelle aree di conflitto.”

Su questo link le motivazioni CNESC a sostegno della Campagna “Un’altra difesa è possibile”

Per maggiori informazioni sulla Campagna:
www.difesacivilenonviolenta.orginfo@difesacivilenonviolenta.org – tel. 328/3399267

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