Oratorio San Bartolomeo

Progetto di restauro per l’Oratorio San Bartolomeo a Prato. Un importante restauro di recupero, promozione e valorizzazione del patrimonio storico, artistico, architettonico e artigianale dell’intero territorio, reso possibile alla collaborazione del comitato ANCoS Prato e alla raccolta fondi del 2×1000.

Storia dell’Oratorio

L’Oratorio di San Bartolomeo, situato nel piviere di S. Giusto, conosciuto come San Bartolomeo in Via Cava, costituisce uno dei rarissimi edifici religiosi in puro stile gotico nell’area pratese, fu edificato nel terzo quarto del Trecento dai potenti Guazzalotri, che ebbero vasti possessi nella zona e abitarono in Prato nell’isolato tra le piazze del Comune, di Santa Maria in Castello e di San Francesco.

La facciata dell’Oratorio di San Bartolomeo, a capanna, ha nella parte superiore un occhio circolare con strombo esterno in mattoni, sotto il quale si apre un portale con stipiti e archivolto a bozze regolari alternate in alberese e serpentino verde. Il paramento murario della Chiesa è in ciottoli di fiume con abbondante calce e ampie fasce in mattoni; gli spigoli sono rinforzati e regolarizzati da bozze di arenaria ben lavorate, nel sottogronda è presente un’elaborata cornice (tre file di mattoni a dente di sega sorretti da un’altra fascia con mensolette sagomate in cotto).

Ogni fianco è forato da due allungate monofore con cornice in mattonelle (un’altra simile orna la parete di fondo del coro), concluse da archi ogivali nei quali è ricavato uno stretto trilobo in pietra serena. Il fianco sinistro, lungo la strada, ha al centro un portale trecentesco in arenaria, con archivolto; nella lunetta è un rilievo con la Croce e simboli della Passione, e nell’architrave (sorretto da mensolette) è uno stemma; il fianco opposto ha due aperture tamponate, a quota diversa. Sulla parete che precede il coro si imposta il campanile a vela in mattoni, con bifora.

L’interno, con navata coperta da capriate lignee (di ripristino), è nella parte terminale ricco di affreschi eseguiti in più tempi – a partire dal 1375-80 – e avvicinati in buona parte al fiorentino Francesco di Michele e alla sua bottega. Sulla parete destra è Sant’Antonio Abate, con quattro storie della sua vita. Di fianco sono affrescati, entro finte nicchie, San Domenico e San Bartolomeo, attribuiti a Francesco di Michele e databili intorno al 1380. Subito dopo, su una porta trecentesca in pietra è una lapide che ricorda un obbligo di messe imposto nel 1776 dal papa Pio VI ai Verdi, patroni dell’Oratorio.

Di fronte ai Santi Domenico e Bartolomeo, sulla parete opposta sono affrescati un Santo martire e Santa Caterina d’Alessandria, coevi e dello stesso autore. Lo stesso Francesco di Michele aveva probabilmente operato intorno al 1375-80, nell’Oratorio, affrescando le due scene seguenti, che presentano sotto imponenti edicole con troni, coronate da cupole, San Giuliano e la Madonna col Bambino; sulla parete con l’arco, il Martirio di San Bartolomeo a sinistra, il Sant’Antonio Abate a destra.

Al centro del coro, che ha una copertura a crociera, è un originalissimo altare in muratura, isolato e completamente affrescato con un finto trittico (Madonna col bambino, Santi Bartolomeo e Lorenzo, e nella predella il martirio dei due santi e il Vir dolorum), inizi del quattrocento. Nel dossale è dipinta La Pietà, in forme volutamente arcaizzanti, mentre il fianco destro dell’altare simula una nicchia con sportellino, all’interno della quale sono i vasi sacri per la celebrazione.

Sulla parete a sinistra dell’altare è un affresco con Santa Maria egiziaca (o Maddalena) datato 1395 e attribuito allo stesso Arrigo di Niccolò. Sulla parete opposta, a destra dell’altare, è invece San Giovanni Battista. A questo affresco fa seguito una nicchia trecentesca lobata con cornice in pietra serena conclusa da un rilievo a cuspide e pinnacoli.

La parete di fondo ha in alto una Annunciazione, opera di un pittore della fine del XIV secolo, che eseguì anche il sottostante San Nicola, a sinistra ,all’opposto è un Sant’Antonio abate, coevo ma di altra mano.

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