Teatro Massimo

Il portone di accesso al foyer del Teatro Massimo è tornato a risplendere. Poco più di due mesi di interventi di restauro, curati dalle maestranze di Confartigianato, per rimuovere incrostazioni, danni del tempo passato e usura per le condizioni climatiche. Il restauro porta la firma di Ancos Confartigianato. È stato finanziato infatti grazie al contributo del 2 per mille, più il contributo di alcuni sponsor privati.

Una chiave in ferro come simbolo di una città accogliente. Gli interventi finanziati dall’Ancos grazie al contributo del 2 per mille.

Il portone di accesso al foyer, di una grandezza di 4,95 per 10,62 metri, è stato ripristinato in ogni dettaglio. Ciascuna anta è costituita strutturalmente da una robusta intelaiatura in legno massiccio di 12 cm di spessore formante cinque riquadri dove trovano posto cinque pannelli scolpiti di colore verde.

Storia sul Teatro Massimo

Il teatro inaugurato il 16 maggio 1897 è composto al suo esterno da due leoni in bronzo che vanno a fiancheggiare la stupenda e maestosa scalinata. Presente una cupola con un diametro di 28,73 metri e composta da una struttura in ferro coperto da squame bronzee, sovrastata da un grande vaso di ispirazione corinzia.

Il teatro con una capienza di 1387 posti con una sala di 450Mq, è il più grande edificio teatrale lirico d’Italia. In stile neo classico monumentale con un richiamo al classicismo romano e greco. Il portone d’accesso al foyer del teatro è rappresentato da due portoni lignei con una grandezza di 4,95 per 10,62 metri, composta ciascuna anta, da una robusta intelaiatura in legno massiccio di 12 cm di spessore, formante cinque riquadri dove trovano posto cinque pannelli scolpiti di colore verde.

Alla sua inaugurazione venne rappresentata per la prima volta, l’opera di Verdi “Falstaff” con un giovane Enrico Caruso.

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