Statua Madonna del Carmelo

madonna del carmelo

Il recupero di un’opera d’arte sacra non è mai un gesto “piccolo”. Lo dimostra il restauro della statua Madonna del Carmelo, custodita nella chiesa parrocchiale dedicata alla Vergine nel Comune di Sant’Alessio Siculo.

L’intervento è stato finanziato con l’impiego dei fondi del 5 per mille, su proposta del Comitato ANCoS di Messina. L’opera, di autore ignoto, risale al XVIII secolo.

Un restauro che restituisce valore e presenza alla comunità

Il lavoro ha riguardato una statua lignea Madonna del Carmelo risalente al XVIII secolo, ed ha permesso di recuperare un bene di interesse storico-artistico che appartiene alla comunità, non solo per la devozione, ma anche per il suo valore culturale.

L’opera torna visibile, riconoscibile e nuovamente parte della vita collettiva. Un segno importante anche per il Sant’Alessio Siculo patrimonio culturale, perché ogni recupero contribuisce a proteggere e raccontare il territorio.

La Chiesa di Santa Maria del Carmelo: “una chiesa dentro una chiesa”

Sant’Alessio Siculo custodisce una particolarità rara: una chiesa “dentro” un’altra. La tradizione e le fonti locali ricordano infatti due dedicazioni, una alla Madonna del Carmelo e l’altra a San Nicola dei Greci.

La chiesa di Santa Maria del Carmelo era con ogni probabilità sottomessa al monastero basiliano dei Santi Pietro e Paolo d’Agrò, nel vicino territorio di Casalvecchio Siculo. È in questo contesto che viene richiamata la figura del monaco Gerasimo, parte della comunità monastica e divenuto, dopo la ricostruzione, primo abate.

Secondo la ricostruzione storica riportata nel testo, proprio qui, in “Scala Sancte Alexii”, nel 1116 sarebbe avvenuto l’incontro tra Ruggero II e l’abate Gerasimo, che portò il conte normanno a finanziare la ricostruzione del monastero dei Santi Pietro e Paolo d’Agrò.

Lo studioso Stefano Bottari sosteneva inoltre che la chiesa contenesse al suo interno l’antica chiesa di San Nicola dei Greci, probabilmente di tarda epoca bizantina. Oggi questa porzione sarebbe adibita a sacrestia e risulterebbe interclusa tra la Chiesa del Carmelo e due abitazioni private. Attualmente sarebbe visibile soltanto il prospetto posteriore, con un oculo e una piccola porzione del muro nord, entrambi interrati nell’orto retrostante.

Resta sconosciuto l’anno di fondazione della “seconda” chiesa, intitolata nuovamente alla Madonna del Carmelo. Il testo indica però una datazione probabile oltre la metà del XVII secolo, richiamando due elementi: la data 1665 presente in un quadro raffigurante la Madonna del Carmelo tra santi e donatore (di ignoto pittore messinese) e alcuni atti di donazione riferiti allo stesso periodo.

Note progetto:

Anno finanziario: 2022 – Importo finanziato: € 8.000

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