Tutti in Centro: ricostruire l’aggregazione a Camerino

Gli eventi sismici del Centro Italia del 2016 e del 2017, definiti dall’INGV sequenza sismica Amatrice-Norcia-Visso, hanno avuto inizio ad agosto con epicentri situati tra l’alta valle del Tronto, i Monti Sibillini, i Monti dell’Alto Aterno e i Monti della Laga.

La prima forte scossa si è avuta il 24 agosto 2016 e ha avuto una magnitudo di 6,0, con epicentro situato lungo la Valle del Tronto, tra i comuni di Accumoli (RI) e Arquata del Tronto (AP).

Il 18 gennaio 2017 è avvenuta una nuova sequenza di quattro forti scosse di magnitudo superiore a 5. Il comune di Camerino, in provincia di Macerata, noto soprattutto per la presenza di una prestigiosa Università fondata nel 1336, è stato colpito duramente dagli eventi sismici. A soli 19 anni di distanza dal terremoto del 1997, con gli ultimi lavori di ricostruzione da poco completati, la scossa del 26 ottobre ha causato crolli diffusi e seri danneggiamenti a quasi tutti gli edifici del centro storico, nonché al popoloso quartiere periferico delle Vallicelle, il più vicino all’area epicentrale.

A seguito di questi eventi circa 5000 residenti e 2000 studenti del locale ateneo sono risultati sfollati, mentre il centro della città è stato completamente dichiarato zona rossa e posto sotto il presidio dei militari. Tra gli sfollati, oltre 1.600 sono ospitati in strutture ricettive della costa, 105 sono ospitate in moduli abitativi, 2.580 sono le richieste di contributo per l’autonoma sistemazione, che coinvolgono più di 6.000 persone. 219 attività commerciali sono senza sede, così come le oltre 80 associazioni cittadine, quasi tutte concentrate nel centro storico, sono state costrette ad interrompere le attività a causa dell’inagibilità della propria sede.

Per i luoghi colpiti la ricostruzione non riguarda la sola riedificazione del patrimonio edilizio bensì la memoria dei paesi, la possibilità di mantenere la rete di relazioni e legami che li costituisce, la capacità di rigenerarne e re-inventarne l’identità. Spazio sociale, memoria e comunità diventano così concetti essenziali da considerare ogni volta che dopo un disastro, superata la prima emergenza, si avvia la fase di ricostruzione materiale durante la quale le popolazioni colpite sono costrette a ridefinire il loro rapporto con lo spazio vissuto. Il terremoto infatti non sottrae alla popolazione solo case e posti di lavoro, ma anche i propri luoghi di ritrovo, piazze, bar, chiese, circoli, privando le persone della possibilità di stare insieme, di consolarsi e di recuperare gradualmente la normalità del quotidiano.

Questo progetto vuole contribuire alla ricomposizione di questi luoghi come centri e come punto di riferimento, come reticoli di relazioni e di storie, per valorizzarne le radici comunitarie e per costruire socialità e aggregazione con un’attenzione particolare agli anziani. Il presente progetto è scaturito da una serie di incontri con il Comune di Camerino, dai quali è emersa la necessità di allestire un locale da adibire come centro di aggregazione per gli anziani, con l’intento di mantenere un punto di ritrovo all’interno della città.

Come è noto, infatti, a Camerino così come in tutto l’entroterra marchigiano (le Marche, ricordiamolo, sono una delle Regioni più longeve d’Italia) l’incidenza degli anziani sul totale della popolazione è molto alta e gli anziani rappresentano la rete portante della vita sociale. Uno studio condotto recentemente dal professor Marco Trabucchi, presidente dell’Associazione Italiana di Psico-geriatria, e il Professor Nicola Ferrara, presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, ha sottolineato la necessità della costruzione temporanea di luoghi di aggregazione, che ricostruiscano per quanto possibile le comunità. La rottura dei punti di riferimento, quali la casa, le consuetudini sociali ed emotive, porta spesso a reazioni che si trasformano in patologie somatiche, le quali a loro volta incidono camerte, risultano anche il Rettore dell’Università di Camerino e la Curia Vescovi le di Camerino – San Severino. L’Associazione che non ha fini di lucro, organizza studi, corsi teorici e pratici, in varie sedi che nel tempo si sono aggregate alla sede centrale e amministrativa di San Severino Marche.

Ad oggi, oltre la sede centrale di San Severino Marche, sono sedi attive: Camerino, Castelraimondo, Cingoli, Fiuminata, Montefano, Pievebovigliana, Pioraco, Treia, Visso. Tra le attività proposte dall’Università per la Terza Età ci sono corsi di cinema, letteratura, storia, storia dell’arte, pittura, informatica, comunicazione, sociologia, natura e benessere, alimentazione, nozioni di primo soccorso, patchwork, ricamo, sartoria, ecc…

Avendo perso la propria sede a causa del terremoto, il Comune di Tortona (AL), in accordo con il Comune di Camerino, ha deciso di donare una struttura che possa ospitare le attività del Centro.

Da qui la necessità di rendere confortevole per l’utenza il Centro stesso allestendolo con:

  • materiale di arredo: tavoli, sedie, divani, poltrone, lampade da terra, stereo, televisione, proiettore, ecc.;
  • attrezzature: p.c., i-pad, collegamento ad Internet;
  • varie: giochi in scatola, carte, libri, materiale di cancelleria assortito, suppellettili (cuscini, coperte, ecc.) – angolo ristoro: macchinetta del caffè, ecc.

L’intento, inoltre, è quello di acquistare tutti i materiali a supporto delle attività del Centro presso le imprese locali che hanno subito danni a causa del sisma che ha colpito le zone dell’interno maceratese.

Oltre alle attività quotidiane del centro, saranno istituiti due incontri settimanali con il personale della Confartigianato che, con lo sportello del Patronato e del Caaf, aiuterà gli utenti nella gestione e nel disbrigo delle pratiche relative alla specifica fascia di età. Se quindi il loro trasferimento in luoghi sicuri è stata una risposta di emergenza necessaria, è tempo di prevedere soluzioni più stabili e il più possibile rispettose dei legami tradizionali. Partendo dall’inagibilità dei luoghi di incontro, la nostra Associazione vuole concorrere a promuovere un’azione di sostegno e accompagnamento per gli anziani con l’intento di contribuire alla ricostruzione dei luoghi di socializzazione andati perduti con il terremoto. L’occasione è scaturita in particolare da una donazione che il Comune di Tortona, in provincia di Alessandria, ha deciso di elargire alla Città di Camerino: si tratta di una struttura di circa 100 mq, destinata appunto a centro di aggregazione per gli anziani e, in particolare, da adibire a nuova sede per i corsi dell’Università della Terza Età e del Circolo Anziani Tiburzio Vergelli, che avevano sede nel centro e che da ottobre sono state costretti ad interrompere ogni tipo di iniziativa culturale e Iudica rivolta agli anziani.

L’ Università della Terza Età dell’Alto Maceratese opera dall’anno 1990, quando fu costituita da un comitato promotore che ne aveva stilato lo statuto. Tra i soci fondatori, oltre a varie personalità del territorio. Offrire nuovamente ed in tempi brevi questa opportunità rappresenta uno spiraglio di ottimismo e di speranza per un recupero il più possibile rapido ed efficace per la comunità locale, ma anche per quelle limitrofe che avrebbero un punto di riferimento cui appoggiarsi. ANCoS non poteva esimersi dall’ascoltare le richieste di un territorio così in difficoltà ed ha messo a disposizione del proprio comitato provinciale di Macerata un contributo che, benché limitato, potrà dare una mano importante a chi tutti i giorni è impegnato nella ricostruzione e nel recupero sociale, storico e culturale delle aree sismiche.

Anno finanziario: 2014 – Importo finanziato: € 14.000

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