L'Artigianato che ci piace
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Il comitato ANCoS Terni, in collaborazione con Confartigianato, ha dato vita a un’iniziativa ambiziosa dedicata alle nuove generazioni: “L’artigianato che ci piace”. Con i fondi 5 per mille ANCoS, la realizzazione di un progetto che punta alla riscoperta dei mestieri d’arte in chiave contemporanea.
Il format: educazione, fisica e benessere digitale
Il cuore del progetto è rappresentato da un ciclo di incontri che ha visto il coinvolgimento di due figure di spicco nel panorama divulgativo italiano. La presentazione progetto ha evidenziato la volontà di parlare ai ragazzi con il loro linguaggio, unendo il sapere scientifico alla consapevolezza psicologica.
Protagonista d’eccezione è stato il professor Vincenzo Schettini, fisico e docente che ha rivoluzionato la didattica sui social. Con il suo celebre approccio del “fate cose”, Schettini ha spronato centinaia di studenti a vedere la materia non solo come teoria, ma come applicazione pratica e creativa.

Al suo fianco, il professor Giuseppe Lavenia, psicoterapeuta esperto in benessere digitale, ha guidato i giovani verso un uso consapevole delle tecnologie, fondamentale per chi oggi vuole fare impresa.
Una nuova visione del lavoro manuale
L’iniziativa nasce per rispondere a un trend concreto: secondo i dati Censis, il lavoro artigiano gode oggi di una reputazione eccellente tra i giovani. Oltre un terzo degli intervistati vede in questo settore una strada privilegiata per esprimere creatività, autonomia e originalità.
Durante l’evento svolto durante l’assemblea annuale di Confartigianato-Imprese Umbria, è emerso con forza come l’artigianato moderno abbia superato l’immagine della “vecchia bottega“. Oggi è un ecosistema che integra manualità e digitale, sostenibilità e mercato globale, offrendo sbocchi professionali solidi e percorsi di crescita imprenditoriale legati all’eccellenza del Made in Italy.
Il valore culturale del progetto
Il valore culturale de “L’artigianato che ci piace” risiede nella sua capacità di agire come ponte generazionale. Non si tratta solo di orientamento al lavoro, ma di una vera operazione di tutela del patrimonio immateriale del territorio. Promuovere la cultura artigiana significa trasmettere un sistema di valori basato sulla cura del dettaglio, sulla resilienza e sull’importanza delle relazioni umane.
L’innovazione tecnologica, in questo contesto, non sostituisce il saper fare tradizionale, ma lo potenzia. Insegnare ai giovani che la tecnologia è uno strumento al servizio del talento manuale significa preservare l’identità storica di Terni, proiettandola verso un futuro sostenibile. Con oltre 500 partecipanti, il progetto ha dimostrato che quando la tradizione incontra l’entusiasmo delle nuove generazioni, si creano le basi per una comunità più consapevole e pronta alle sfide del domani.
Note progetto:
Anno finanziario: 2023 – Importo finanziato: € 5.600