Mosaico romano Biblioteca storica Società Geografica Italiana
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Il mosaico romano oggetto dell’intervento è oggi conservato in un salone al piano terra della Biblioteca Società Geografica Italiana, all’interno di Palazzetto Mattei (Villa Celimontana, Roma). Il manufatto è parte del patrimonio culturale ospitato dalla Società Geografica Italiana e consegnato, dopo il restauro, all’Istituto Geografico italiano che lo accoglie negli spazi della Biblioteca.
Si tratta di un grande mosaico pavimentale, inserito al centro della cosiddetta “Sala del Mosaico”. La sua presenza dà identità alla stanza e aiuta a raccontare, in modo immediato, la ricchezza dei pavimenti decorati dell’antichità.
Dalla domus romana al museo
Il mosaico fu scoperto all’inizio dell’Ottocento, quasi per caso, durante lavori eseguiti nei pressi della collina del Celio. Sotto il terreno emersero i resti di una domus romana, una casa signorile dell’antica Roma, con ambienti decorati da pavimenti raffinati.
Per fortuna, uno di questi mosaici romani fu recuperato e destinato a una nuova funzione: decorare e valorizzare una sala di Palazzetto Mattei. Da allora, questo manufatto è diventato parte integrante della storia del luogo che lo ospita.
Un pavimento ricco di immagini e significati
Il mosaico risale alla prima metà del IV secolo d.C. ed è composto da una cornice elegante, realizzata con tessere bianche e nere intrecciate. All’interno, lo spazio è diviso in quattro riquadri decorati.
In due pannelli compaiono uccelli posati su rami fioriti, immagini leggere e naturali. Negli altri due sono raffigurati aurighi con i loro cavalli, chiamati Pascasus e Sattara. Scene semplici ma suggestive, che aiutano a immaginare l’atmosfera della villa antica da cui il mosaico proviene.

Perché è stato necessario il restauro del mosaico romano
Con il passare del tempo, il mosaico ha subito vari interventi che ne hanno modificato in parte l’aspetto. Alcune tessere erano state sostituite con materiali diversi, creando disomogeneità nei colori. In certi punti, inoltre, le figure risultavano poco armoniose, segno di ricostruzioni non fedeli all’originale.
Per questo si è deciso di avviare un restauro mosaico romano attento e rispettoso, con l’obiettivo di migliorare la leggibilità dell’opera senza cancellare la sua lunga storia.
Le tecniche di restauro
Prima di tutto, il mosaico è stato pulito con grande delicatezza per rimuovere polvere e vecchi strati protettivi. Successivamente, sono state eliminate le stuccature non adatte e sostituite con materiali più compatibili.
Dove sotto le tessere si erano creati dei vuoti, sono stati fatti piccoli interventi mirati per ridare stabilità al pavimento. Le parti mancanti sono state integrate in modo discreto, così da restituire continuità all’insieme senza falsificarlo. Infine, l’intera superficie è stata protetta per garantirne una migliore conservazione nel tempo.





Il recupero di questo mosaico romano è stato realizzato interamente con il sostegno del 5 per mille ANCoS alla cultura. È un esempio concreto di come il contributo possa favorire la tutela del patrimonio artistico italiano, sostenendo restauri complessi e altamente specialistici.
Oggi, nel percorso della Biblioteca Società Geografica Italiana, il mosaico torna a essere leggibile e valorizzato: un bene che racconta storia, ricerca e responsabilità condivisa verso il patrimonio comune.
Note progetto:
Anno finanziario: 2022 – Importo finanziato: € 17.600