Fibromialgia in Tour: a Roma un confronto aperto tra medici, pazienti e istituzioni sul dolore invisibile
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- Articolo di Ancos
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Si è svolto ieri presso la sede nazionale di Confartigianato Imprese, in via San Giovanni in Laterano, il convegno “Fibromialgia in Tour”, promosso da AISF ODV (Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica) in collaborazione con ANCoS APS. L’iniziativa, che ha visto la partecipazione di un folto pubblico sia in presenza sia online, ha riunito esperti, professionisti sanitari, associazioni e pazienti per approfondire una patologia sempre più diffusa ma ancora poco conosciuta e spesso sottovalutata.
L’incontro, dal titolo “Un percorso nazionale per riflettere sul complesso dialogo medico-paziente”, ha posto al centro il tema del dolore invisibile e della necessità di costruire una relazione di cura fondata su ascolto, fiducia e multidisciplinarietà.
Sindrome fibromialgica: diagnosi e nuovi criteri clinici
In seguito ai saluti istituzionali di ANCoS APS, che ha ospitato l’iniziativa – rappresentata per l’occasione dalla dott.ssa Cannas -, ad aprire il confronto è stata la Dott.ssa Iannuccelli, reumatologa, con l’intervento “Riconoscere la fibromialgia: dalla clinica alla diagnosi”. La specialista ha illustrato l’evoluzione dei criteri diagnostici della fibromialgia, spiegando come oggi non si faccia più riferimento esclusivo ai “tender points”, ma a un insieme di sintomi complessi e persistenti, tra cui dolore diffuso, stanchezza cronica, disturbi del sonno, rigidità, difficoltà cognitive e alterazioni dell’umore.
Particolare attenzione è stata dedicata alla difficoltà diagnostica legata all’assenza di biomarcatori specifici e alla necessità di un’attenta diagnosi differenziale da parte del reumatologo. La Dott.ssa Iannuccelli ha inoltre evidenziato l’impatto della fibromialgia sulla qualità della vita, compresi aspetti ancora poco affrontati come la sfera sessuale, le differenze di genere e l’aumento dei casi osservati anche nella popolazione maschile e pediatrica.
Successivamente, l’intervento della Professoressa Di Franco del Policlinico Umberto I di Roma ha posto l’accento sulla necessità di un approccio multidisciplinare nella cura della fibromialgia, sottolineando come la terapia farmacologica debba essere affiancata da quella non farmacologica (attività fisica moderata, supporto psicologico, corretta alimentazione, relazioni sociali) e come ogni intervento debba essere personalizzato per favorirne l’efficacia.
La Prof.ssa Galli, psicologa, docente dell’Università La Sapienza e presidente dell’AISF, ha poi evidenziato l’importanza degli aspetti psicologici e neuroscientifici, esplorando l’interazione tra fattori psicologici, traumatologici e anomalie del funzionamento cerebrale nella fibromialgia, mettendo in luce gli impatti sul dolore, sul funzionamento cognitivo e sull’efficacia dei trattamenti.









Gestione della fibromialgia: supporto e terapie complementari
Nel corso del convegno è emersa con forza la necessità di superare una visione esclusivamente clinica della patologia, adottando un approccio integrato capace di considerare la persona nella sua globalità, comprese le dimensioni psicologiche, relazionali e sociali. È stato sottolineato come il dolore “non visibile” rappresenti ancora oggi un ostacolo al riconoscimento della malattia e all’accesso alle cure, alimentando isolamento, incomprensione e difficoltà lavorative.
Ampio spazio è stato dedicato anche agli strumenti di supporto complementari alla terapia medica, attraverso la proposta, da parte del Dottor Prosperi – psichiatra ed esperto delle tematiche trattate e dell’impatto delle cronicità sulla vita delle persone –, di percorsi strutturati basati su mindfulness, ascolto, attività pratiche e monitoraggio dei risultati. Tra le idee condivise durante il confronto, spiccano la creazione di gruppi di sostegno, la formazione degli operatori sanitari e la realizzazione di webinar e materiali informativi rivolti anche ai medici di medicina generale. Numerose le domande che hanno reso il convegno ricco di scambi, punti di vista ed esperienze condivise.
Molto apprezzato dal pubblico anche l’intervento conclusivo del Dott. Yoga Patti, docente e formatore esperto di comunicazione e gestione dei conflitti, che ha proposto una riflessione originale sul ruolo dell’umorismo nei percorsi di cura. Attraverso esempi concreti e momenti di coinvolgimento diretto, Patti ha evidenziato come, pur non potendo cambiare la malattia, sia possibile modificare il modo in cui la si affronta, favorendo adattamento emotivo, resilienza e qualità della relazione terapeutica. Teatro, ascolto, comunicazione non verbale e humor therapy sono stati presentati come strumenti utili per migliorare il benessere psicologico e contrastare lo stigma legato alla fibromialgia.
Il clima dell’incontro è stato partecipativo e collaborativo, confermando la volontà condivisa di proseguire il percorso avviato da AISF e ANCoS APS attraverso nuove iniziative territoriali, attività formative e momenti di confronto dedicati a pazienti, caregiver e professionisti della salute.