Panchina rossa contro la violenza sulle donne ad Assisi
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- Articolo di Ancos
- Donna Donna Onlus, Violenza di genere
La Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e il Santuario della Spogliazione di Assisi hanno accolto la donazione della prima panchina rossa contro la violenza sulle donne, un simbolo pubblico che richiama attenzione, responsabilità e impegno quotidiano. L’iniziativa è stata realizzata grazie all’impegno di Nadia Accetti e della sua Associazione Donna Donna Onlus, da tempo attiva sui temi della violenza e dei disturbi alimentari, in collaborazione con ANCoS Aps.
La scelta di Assisi non è casuale. La città, riconosciuta universalmente come luogo di pace e dialogo, offre un contesto che rafforza il significato della panchina rossa: non un oggetto decorativo, ma un segno visibile che chiede alla comunità di non restare in silenzio. Il messaggio è chiaro: la violenza non è mai “un fatto privato”, e ogni forma di abuso, anche quando appare “piccola”, incide sulla dignità e sulla libertà delle persone.
Un simbolo che invita a non voltarsi dall’altra parte
La panchina rossa è diventata negli anni un richiamo riconoscibile: rappresenta l’assenza, la ferita, la necessità di protezione e di ascolto. Collocarla in un contesto ecclesiale e in un luogo come il Santuario della Spogliazione aggiunge un livello ulteriore di lettura. Qui il richiamo è anche spirituale: “spogliarsi” del dolore e della paura, trovare supporto, aprire una strada di rinascita.
In questo senso, la panchina rossa diventa un punto di contatto tra dimensione sociale e dimensione interiore. Ricorda che nessuna persona deve sentirsi sola, e che la comunità può scegliere di farsi prossima: con l’ascolto, con l’attenzione, con la capacità di riconoscere segnali di disagio e situazioni a rischio.
Il messaggio del vescovo e la preghiera per le donne ferite
Durante la consegna, il vescovo monsignor Domenico Sorrentino ha richiamato con parole nette l’urgenza di un impegno condiviso: “Qualsiasi tipo di violenza, grande o piccola, va contrastata, nel segno dell’amore di Dio che può cambiare il mondo”. Il vescovo ha poi pregato per tutte le donne nel mondo ferite nel corpo e nell’anima, esprimendo il desiderio che da Assisi possa arrivare un segno di pace anche per loro.
Le parole del vescovo mettono a fuoco un punto essenziale: la violenza non riguarda solo episodi estremi. Può assumere forme diverse, talvolta nascoste, e può crescere nel tempo se non viene riconosciuta e fermata. Contrastarla significa anche creare contesti in cui chiedere aiuto sia possibile e non comporti vergogna o isolamento.
Il ruolo di Donna Donna Onlus e la collaborazione con ANCoS Aps
La donazione della panchina rossa rientra nel percorso di sensibilizzazione portato avanti da Donna Donna Onlus, con un lavoro continuativo sul territorio e con iniziative che puntano a informare e a sostenere. La collaborazione con ANCoS Aps rafforza l’azione con una rete associativa che mette al centro la persona, la comunità e la prevenzione. Insieme, queste realtà promuovono un’idea concreta di cittadinanza attiva: non limitarsi a “parlare del problema”, ma costruire occasioni e strumenti per riconoscerlo e affrontarlo.
La panchina rossa consegnata alla Diocesi è quindi un segno che parla a tutti: credenti e non credenti, giovani e adulti, famiglie e istituzioni. Chiede uno sguardo vigile e una responsabilità condivisa. La violenza si contrasta con l’educazione al rispetto, con la capacità di intervenire quando serve, con la disponibilità a fare rete. E, soprattutto, con la scelta di non voltarsi dall’altra parte.



