Mostra fotografica sull’acqua nel Biellese: un racconto per immagini

Nel Biellese l’acqua non è solo un elemento naturale, ma una presenza costante che ha modellato il territorio e la vita delle persone. Da questa consapevolezza nasce la mostra fotografica Di acqua e di terra, un percorso per immagini che invita il pubblico a osservare l’acqua come origine di sviluppo, cultura e memoria collettiva.

L’esposizione propone uno sguardo contemporaneo su fiumi, luoghi e comunità, offrendo una narrazione che unisce ambiente e vissuto umano.

Biella mostra fotografica di acqua e di terra

L’acqua come risorsa e come metafora

Nelle fotografie di Silvano Pupella, l’acqua diventa una metafora del tempo e dell’esistenza. I corsi fluviali del Biellese sono raccontati come spazi di relazione, dove natura, architetture industriali e persone convivono in un equilibrio fragile ma significativo.

Il progetto fotografico si sviluppa lungo un itinerario visivo che attraversa i fiumi Cervo ed Elvo, restituendo immagini capaci di evocare trasformazioni, stratificazioni storiche e identità condivise.

Territorio, lavoro e comunità

La mostra mette in luce il ruolo dell’acqua nello sviluppo del tessile biellese, nella produzione di bevande e nelle attività artigianali. Un elemento che ha reso possibile la crescita economica del territorio e che continua ancora oggi a rappresentare una risorsa strategica. Accanto ai paesaggi emergono volti e testimonianze che raccontano un legame profondo tra uomo e ambiente, tra lavoro e natura.

Un progetto culturale per il presente e il futuro

La mostra si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione culturale promosso da ANCoS APS Biella, con l’obiettivo di stimolare una riflessione sul rapporto tra risorse naturali e comunità locali. Il progetto è stato reso possibile grazie anche al contributo del 5×1000 ANCoS, con lo scopo di valorizzare iniziative dedicate alla cultura.

Attraverso il linguaggio della fotografia, il progetto invita a guardare all’acqua non solo come bene da utilizzare, ma come patrimonio da rispettare e preservare, capace di generare nuove opportunità culturali e sociali.

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