Dialetto, fonte ineguagliabile per la storia locale

31 Marzo, 2017
Dialetto, fonte ineguagliabile per la storia locale

Dialetto, fonte ineguagliabile per la storia locale: “La lingua, il dialetto, sono materia viva, e mantengono nel loro uso, i ricordi, i segni di quello che siamo stati come popolo. In essi rimane, non di rado per millenni, parte di una storia che altrimenti sarebbe destinata a scomparire per sempre. Seguire quindi la parola ed il suo vivere non è solo ricerca di una identità locale ma ricostruzione storica ed etnoantropologica”.

Enna, 24 marzo 2017 – Oggi, presso i locali dell’hotel Garden di Pergusa, alle ore 18,30, si è svolto un incontro culturale organizzato dall’Ancos di Enna, per ripercorrere con parole ed immagini la storia della sicilianità dagli albori ai giorni nostri, tenuto dal dott. Amato Giuseppe che ha parlato di storia archeologica e di origine ed evoluzione del siciliano “lingua o dialetto?”, accompagnato dal musicista Giuseppe Greco e dal poeta Libertino Gaetano che ha recitato delle bellissime poesie e allietato la platea con canti dialettali molto apprezzati.

L’incontro, programmato dall’assemblea dell’Ancos svoltasi il 09/11/2016, è stato presentato dal presidente dell’ Ancos Calcagno Rosario che ha accolto tutti i partecipanti ringraziandoli per la loro presenza (circa 70 persone tra soci e non); e, ricordando ai presenti l’imminente scadenza di iniziative e progetti futuri a loro rivolti, ha lasciato la parola a Gulina Maurizio e Maccarrone Angela, rispettivamente Presidente e Segretario Provinciale della Confartigianato Imprese di Enna. Il primo ha ribadito l’importanza del lavoro svolto dall’Ancos (una APS – Associazione di Promozione Sociale), stabile presenza sul territorio Ennese da anni, salutati gli ospiti e ringraziando per il tema trattato, vista l’importanza del dialetto nella cultura e nelle tradizioni siciliane, ha passato la parola al Segretario Provinciale Maccarrone Angela, che a sua volta ha ribadito l’importanza delle iniziative intraprese dall’ Ancos. La stessa ha poi rinnovato l’appuntamento con “Artigianando 2017” presentato alla stampa qualche giorno fa, evento fieristico (e non solo), organizzato dalla Confartigianato e subito accolto con molto entusiasmo dalla comunità ennese. La  conferenza che ha visto il dott. Amato impegnato in una vera e propria lezione di linguistica siciliana, con un’analisi fresca e puntigliosa del nostro dialetto inserendo divertenti paragoni tra le parole ennesi e siciliane, è stata molto intensa e partecipata. Non sono mancati, da parte del relatore, riferimenti didattici al linguista De Saussure e accenni alla storia della lingua, dalle origini del Sanscrito alle lingue indoeuropee soffermandosi su come, parole di uso comune nel nostro dialetto si ritrovano simili anche nelle lingue arabe e addirittura verosimilmente in quelle anglosassoni.

Ha toccato gli studi della “lingua in divenire” e dell’ accademia della Crusca per poi citare addirittura il recentissimo studio del letterato Andrea Camilleri sull’origine del famoso detto siciliano: “ Cchi nicchi e nacchi”, dal latino “Quis hic in hac” che tradotto sta per : che c’entra?. Un’ intensa riflessione, dunque, su un attualissimo dialetto che ci caratterizza, purtroppo sempre meno parlato da un lato e sempre più contaminato dall’altro. Presenti all’incontro anche i volontari del servizio civile Ancos, Marta Bruno e Giacomo Belverde, che si sono adoperati per la buona riuscita della manifestazione.

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