Restauro Cristo deriso a Ragusa Ibla: ANCoS restituisce il capolavoro seicentesco

Domenica 1 marzo, in una serata di grande partecipazione presso il Duomo di San Giorgio a Ragusa Ibla, si è svolta la cerimonia di presentazione del completamento dei lavori sul Cristo deriso. La numerosa partecipazione di cittadini e autorità ha confermato il forte legame che unisce Ragusa a questo capolavoro, simbolo indiscusso della devozione locale.

Il valore del restauro tecnico e iconografico

Sotto la direzione tecnica delle restauratrici Paola La Rosa e Anita Causapruno, il simulacro in cartapesta policroma è stato liberato dalle pesanti ridipinture novecentesche che ne alteravano le proporzioni e i colori. La rimozione degli smalti sintetici ha permesso di riscoprire i dettagli della muscolatura e le ferite scavate tipiche della scultura del Seicento, riconducibili alla scuola di maestri come Giovan Francesco Pintorno noto come frate Umile da Petralia.

Le metodologie applicate e la storia dell’opera, sono disponibili nella scheda progetto del restauro del Cristo deriso nel Duomo di San Giorgio a Ragusa.

Il recupero restituisce piena leggibilità a un’iconografia intensa e malinconica, in cui il Cristo è ritratto in un momento di attesa e riflessione mentre i soldati preparano la croce. La posa della testa sorretta dal braccio, tipica della tradizione spagnola, e il dettaglio del piede che sporge dal basamento tornano finalmente a essere fruibili dai fedeli e dai visitatori.

L’evento, accompagnato dal segretario provinciale ANCoS Salvatore Enrico Falla si è concluso con l’annuncio di nuovi progetti in cantiere per la città di Ragusa, confermando la volontà di ANCoS di proseguire nel suo percorso di valorizzazione culturale e sociale.

Un impegno costante per il territorio grazie al 5×1000

L’intervento è stato reso possibile dall’impegno di ANCoS Ragusa e Confartigianato, che hanno destinato i fondi del 5×1000 al recupero di questa preziosa opera seicentesca. Durante gli interventi istituzionali, i referenti hanno sottolineato come l’associazione operi costantemente per “togliere tutto ciò che gli anni hanno addossato” ai capolavori della provincia, citando il precedente lavoro svolto a Scicli con il busto argenteo di San Guglielmo.

Il progetto ha visto la fondamentale collaborazione della Diocesi di Ragusa, della Soprintendenza e dell’Associazione Guide Turistiche (AGT), confermando l’importanza di fare rete per la tutela del patrimonio barocco.

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