Campagna Sollevati dalle guerre: ANCoS APS sostiene l’obiezione di coscienza e la difesa nonviolenta
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- Articolo di Ancos
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ANCoS APS rinnova il proprio impegno sociale aderendo alla Campagna “Sollèvati dalle guerre: la coscienza non si arruola”, promossa da un’ampia rete di realtà tra cui Pax Christi, Movimento dei Focolari, ACLI, AGESCI e la CNESC. Lanciata il 24 ottobre, l’iniziativa affronta il tema dell’obiezione di coscienza in un momento storico in cui i linguaggi bellici tendono a normalizzarsi anche nei contesti educativi. La nostra partecipazione trova radici negli scopi statutari dell’associazione, da sempre orientati alla tutela dei diritti, alla cooperazione tra le persone e al sostegno delle nuove generazioni.
Obiezione di coscienza preventiva: come funziona l’iniziativa per i giovani
Nel sistema italiano la leva militare obbligatoria è stata sospesa nel 2005, ma la normativa ne prevede il ripristino mediante decreto presidenziale in precise circostanze: una dichiarazione dello stato di guerra approvata dal Parlamento (art. 78 della Costituzione) o una grave crisi internazionale che richieda l’aumento dei contingenti delle Forze Armate. Ogni anno le Amministrazioni comunali aggiornano le liste di leva inserendo i dati dei residenti al compimento del diciassettesimo anno di età, inviando poi i dettagli al Ministero della Difesa.

La campagna mette a disposizione dei ragazzi di 17 anni e di tutti i cittadini maschi tra i 18 e i 45 anni un modello di dichiarazione preventiva. La lettera, indirizzata al Sindaco del comune di appartenenza, esprime la volontà di non essere impiegati in azioni belliche. Con questo atto ci si dichiara disponibili a adempiere ai doveri di difesa della Patria esclusivamente attraverso strumenti civili, non armati e nonviolenti.
Difesa non armata e nonviolenta: le alternative previste dall’ordinamento
L’articolo 52 della Costituzione definisce la difesa della Patria come un dovere per ogni cittadino. Le sentenze della Corte Costituzionale hanno chiarito nel tempo che questo principio non corrisponde soltanto all’impiego delle armi. Esistono istituti pubblici riconosciuti che permettono di operare per la sicurezza e la stabilità sociale con modalità pacifiche:
Servizio Civile Universale: Istituito a seguito dei primi riconoscimenti normativi sull’obiezione di coscienza, rappresenta una scelta volontaria per impegnarsi in progetti di solidarietà, tutela ambientale e cooperazione culturale.
Corpi Civili di Pace: Contingenti di giovani inviati in aree di conflitto o a rischio di emergenza per facilitare la mediazione, il dialogo interculturale e la protezione dei diritti umani.
Protezione Civile ed enti del Terzo Settore: Organizzazioni che si occupano della gestione delle emergenze, del soccorso alle popolazioni e del supporto alle comunità fragili.
Cultura della nonviolenza e percorsi formativi per gli operatori
Discutere di gestione nonviolenta dei conflitti, comunicazione empatica e mediazione sociale permette di affiancare i giovani di fronte al disorientamento causato dalle notizie sui conflitti mondiali.
Costruire la pace richiede un lavoro costante sui territori. Favorire il confronto tra generazioni differenti offre alle nuove leve gli strumenti critici necessari per valutare modelli di cittadinanza attiva basati sull’ascolto, sulla cooperazione e sul rispetto dei diritti di ogni persona.